San Gennaro, affettuosamente chiamato Faccia Gialla dai napoletani

Perché San Gennaro è chiamato Faccia Gialla?

Perché San Gennaro viene affettuosamente chiamato Faccia Gialla dai napoletani? Il soprannome è talmente famoso tanto da spingere Enzo Avitabile a pubblicare nell’album”Sacro Sud” uno dei suoi brani più famosi, proprio Faccia Gialla, un inno a San Gennaro, Santo Patrono di Napoli e al culto mistico per il santo.

“Faccia Gialla squaglialo! / fallo fallo stu miracolo / Faccia Gialla squaglialo! / fallo fallo pe stu popolo / chella vota c’a vedetteme nera / sissantamila muorte ‘d culera …” È proprio in questi versi che forse è meglio rappresentato il rapporto tra Napoli e San Gennaro, tra i napoletani e Faccia Gialla. Eppure quel nomignolo non è affatto una casualità. Il soprannome attribuito dai napoletani a San Gennaro deriva dalla caratteristiche colorazione del volto del Santo, così come notoriamente raffigurato nel busto esposto durante la festa del 19 settembre o comunque nella Cappella di San Gennaro all’interno del Duomo di Napoli.

Faccia Gialla deriva, insomma, dal colore bronzeo del busto del Santo, colore che ne caratterizza la fattura da sempre. È simbolo del rapporto personale tra i napoletani (siano essi devoti e non) e il loro Santo Patrono, quel santo talmente legato alla città da spingere Avitabile ad un’esortazione che è definizione stessa del legame con la città: “Faccia Gialla squaglialo! / fallo fallo stu miracolo / Faccia Gialla squaglialo! / fallo fallo pe stu popolo”.